Gemellopoli - La città dei gemelli e delle gemelle

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· I gemelli si raccontano

· Da parte dei gemelli Fabrizio e Nicola Valsecchi

Cari Carmine e Benedetto,
ci rivolgiamo al vostro sito perchè abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti i gemelli e le gemelle che lo frequentano. Siamo Fabrizio e Nicola Valsecchi e finalmente siamo riusciti a finire il nostro terzo libro che si intitola "GIORNI DI NEVE, GIORNI DI SOLE" che racconta una storia vera, quella di un nostro compaesano, Alfonso Dell'Orto, emigrato in Argentina nel lontano 1935 e che, dopo aver fatto fortuna, ha conosciuto la triste vicenda dei desaparecidos che lo ha colpito negli affetti più cari.
Il Premio Nobel per la Pace 1980, Adolfo Perez Esquivel, che ha letto la versione spagnola (traduzione dello stesso Alfonso) ha scritto la prefazione al nostro libro el non un semplice pensiero. Ci sono pervenute ben quattro pagine olografe. Anche il Segretario Generale del Tribunale Permanente dei Diritti Umani, dr. Tognoni, sta scrivendo l'inquadramento storico della vicenda. Ebbene, anche se non è cosa di tutti i giorni avere la prefazione di un Nobel e di una personalità insigne, in Italia le case editrici sembrano ignorare i giovani per dare spazio ai soliti noti e ad autori stranieri. E questo a prescindere dal fatto che potremmo essere presi in considerazione anche perché siamo gemelli.
C'è qualcuno che conosce una casa editrice seria, che prenda visione di tutti i manoscritti che arrivano?
Vi ringraziamo per la collaboraziome.
I gemelli Fabrizio e Nicola Valsecchi
Chi vuole mettersi in contatto con Fabrizio e Nicola Valsecchi può farlo scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica
gruppointercom-valsecchi@gruppointercom.net



Intervista a Fabrizio e Nicola Valsecchi

Fabrizio e Nicola Valsecchi (nella foto a sinistra e in basso con il prof. Angeletti - Foto Stenie - Copyright European Twins Festival) sono due gemelli scrittori di Cernobbio che hanno pubblicato due romanzi, ma prima di parlare dei loro libri raccontateci del vostro essere gemelli.
Come tutti i gemelli, anche noi siamo molto uniti. Non siamo perfettamente uguali e di carattere siamo opposti, ma come avviene in questi casi, non riusciamo a stare l'uno senza l'altro e ci completiamo a vicenda. Quando siamo lontani, non facciamo altro che chiamarci col telefonino per dirci quello che ci sta succedendo e per trasmetterci le sensazioni e le emozioni che stiamo provando, anche se ognuno di noi sa già quello che l'altro vuole dire. Questo non significa che non litighiamo, soprattutto quando capita di non trovare i giusti termini nelle storie che scriviamo, ma sono solo lampi che finiscono in un attimo.

I due romanzi pubblicati sono "La chiromante. Una profezia" e l’ultimo "B. e gli uomini senz'ombra", vi chiediamo di illustrarci, attraverso una una breve presentazione, i due libri.
I nostri romanzi sono un po' particolari perchè entrambi sono scritti con una struttura circolare aperta e possono essere letti dall'inizio alla fine e viceversa. Presentano tutti e due diverse chiavi di lettura per cui qualcuno li ha definiti "favole nere", altri li inseriscono nella narrativa, altri li considerano mistery e qualcuno fantasy. "La chiromante" ha fatto venire la pelle d'oca alla nostra editrice perchè il manoscritto le è arrivato il famoso 11 settembre 2001 e proprio nel momento in cui veniva dato l'annuncio delle torri gemelle. Aprendolo la dr. Montanari ha letto: "due areoplanini si staccano dalla giostra e vanno a colpire le torri del castello stregato...". Inoltre in un personaggio ha rivisto la storia della sua vita per cui al titolo che noi avevamo scelto ha aggiunto "una profezia". Chi è la chiromante, questo personaggio misterioso davanti al quale sfilano tante persone nell'ultimo giorno di un luna-park, ognuno con i propri sogni, le proprie paure, i propri desideri? Storie di vite che passano davanti a questa enigmatica creatura di cui nessuno vede il volto, ma di cui tutti sentono la presenza e dalla quale hanno le sentenze attraverso la lettura della mano, la lettura del libro dei sogni o delle carte, con le quali si può fare uno strano gioco di tarocchi dal cui mazzo mancano tre carte che rivelano il destino del mondo... "B. e gli uomini senz'ombra" parla di un diversamente abile che non ha il dono della parola e che vive emarginato nel suo stesso paese, che è un po' come i nostri con i suoi tipi caratteristici, personaggi che vengono indicati con l'iniziale del nome o con il soprannome. Improvvisamente il tran-tran del piccolo borgo cambia per uno strano virus che si diffonde e soprattutto con l'arrivo del dottor B. che promette e compie miracoli per tutti, ma privando ciascuno della propria ombra. Anche il diversamente abile ha l'opportunità di cambiare e di vivere sulla sua pelle un miracolo. Quale sarà la sua scelta? Non ve lo diciamo. Quello che vi diciamo è che vogliamo sottolineare l'importanza della diversità tra le persone perchè non esiste il nero senza il bianco, il giorno senza la notte, la donna senza l'uomo e il fatto stesso che esistano persone senza ombra può aiutarci a capire il valore di averla e soprattutto la determinanzione a non perderla. Abbiamo voluto sottolineare l'importanza della libertà di ciascuno e anche evidenziare la forza del "silenzio" che appare in molte forme e il valore dell'uso delle parole. Alla fine del romanzo, attraverso una serie di lettere, si vuole tetimoniare le difficoltà che incontrano i giovani nell'editoria attuale, come in qualsiasi altro campo.

Come è nata la vostra attività di scrittori? E l’essere gemelli l’ha favorita e in che modo organizzate il vostro lavoro.
La nostra attività di scrittori è scaturita dal bisogno di comunicare agli altri il nostro mondo "interiore", fatto anche di piccole cose senza importanza, ma che ne acquistano tantissima, quando si viene in contatto con chi è meno fortunato di noi e magari non può dire un semplice "grazie", non riesce a sorridere o a muoversi in autonomia... Durante il servizio civile abbiamo incontrato persone e casi di diversità che ci hanno fatto comprendere la fortuna che ha la gente "normale", che spesso riceve più di quanto dà proprio da chi questa "normalità" non la possiede. Certamente il fatto di essere gemelli ci ha aiutato tantissimo perchè si vive sempre ogni sensazione "moltiplicata per due" e "insieme". In questo lavoro tutto ciò rappresenta un vantaggio perchè la sensibilità risulta oltremodo acuita. Quando scriviamo infatti riusciamo ad interagire in sintonia, anche perchè abbiamo esperienze comuni che si protraggono da prima di nascere e tutte le diversità e le divergenze di opinione vengono facilmente superate, proprio perchè, in quanto gemelli, si manifesta quella magia che consente di capire all'istante ciò che vuole dire l'uno o dove vuole arrivare l'altro. A volte, però, se le opinioni non collimano immediatamente, ognuno procede come se fosse "single" e, alla resa dei conti, ci accorgiamo che le difficoltà sono state superate nello stesso modo. L'organizzazione del nostro lavoro è ... il nostro segreto! Anche se da gemelli, voi sapete come si procede...














In che modo preferite essere chiamati: semplicemente "scrittori" o "i gemelli scrittori"?
Naturalmente preferiamo essere chiamati "gemelli scrittori" perchè i nostri romanzi nascono dall'unione dei nostri pensieri e delle nostre idee e nessuno riesce a capire dove comincia Nicola e dove finisce Fabrizio perchè la narrazione è un tutt'uno per stile e forma. Se qualcuno vuole chiamarci semplicemente "scrittori", accettiamo anche quello perchè nessuno ci può togliere il fatto e le sensazioni di essere gemelli e di vivere ogni emozione all'unisono. E voi sapete quale fortuna rappresenti tutto questo.

Domanda per Fabrizio: 4 aggettivi per descrivere Nicola.
Estroverso - Disponibile - Gentile - Simpatico

Domanda per Nicola: 4 aggettivi per descrivere Fabrizio.
Sensibile - Onesto - Introverso - Simpatico

E per finire raccontateci un aneddoto che vi ha visti protagonisti in quanto gemelli.
L'episodio che vogliamo raccontare vuole dare risalto al fatto che vogliamo essere uniti in tutto e per tutto. Quando abbiamo chiesto di poter presentare "B. e gli uomini senz'ombra" alla Tv locale per farlo conoscere nella nostra zona e ci siamo sentiti dire che solo uno di noi avrebbe potuto partecipare alla trasmissione, abbiamo preferito rinunciare. Chi avrebbe dovuto partecipare, visto che ogni parola è il frutto del lavoro di tutti e due? Evidentemente chi ci ha proposto una cosa del genere non conosce nulla del mondo dei gemelli.

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